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Monumenti

Il patrimonio architettonico di Vitigliano è costituito da due importanti monumenti preistorici, dalla chiesa parrocchiale, da tre chiesette (quella di San Rocco, quella dello Spirito Santo e quella della congregazione dell'Addolorata), edificate nel XIII secolo, dal palazzo Ciullo e dalla cappella ad esso annessa. Palazzo Gargasole
I monenti preistorici versano in buono stato, anche se spesso ignorati dalla memoria collettiva del paese. I vari monumenti dovrebbero essere degni di una adeguata cura e valorizzazione culturale e turistica. 
Le chiese appaiono in buone condizioni e sono state oggetto di recente ripulitura. 
Il palazo Ciullo, si presenta semplice e lineare nella sua facciata impreziosita dalla lunga balconata in pietra leccese che ci auguriamo venga al più presto ripulita e conservata così, in tutta la sua "solare" bellezza. 
A Vitigliano vi sono anche delle case a corte, che si trovano nel centro storico apparendo interessanti per la loro tipologia e per la storia di vita contadina che sicuramente racchiudono.

Il Cisternale

Durante la nostra ricerca abbiamo trovato articoli e saggi di studiosi salentini di storia locale, che negli ultimi dell'Ottocento e nel primo decennio del Novecento, si sono occupati del Cisternale di Vitigliano; non abbiamo, invece, notizie di un recente interesse da parte di storici e archeologi verso il monumento megalitico.

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Costruzione della Confraternita

La chiesa fu edificata nel 1776 come appare chiaramente dall'iscrizione latina collocata sopra l'architrave della cappella. All'interno di un cartiglio, scolpito in pietra leccese, si può leggere: SACRUM HOC AEDIFICIUM IN HONOREM B(EAT)AE V(IRGI)NIS MARIAE DE PIETATE EX NIMIA DEVOTORUM CHARITATE ERECTUM FUIT. AVE M. MDCCLXXVI.  Si intuisce subito che l'edificio fu eretto in onore della Beata Vergine della Pietà, grazie alla straordinaria carità dei devoti nell'anno del Signore 1776. Un'altra iscrizione collocata sulla colonna laterale destra della facciata, a circa due metri d'altezza, così recita: HAEC ECCLESIA SUB TIT(UL)O ..... DOLOROSAE INCEPTA ..... REPARATA EST ..... 
Un occhio esperto in epigrafia si accorgerebbe subito che si tratta di una "prova", di una minuta epigrafica, resa più evidente dalla mano pocp esperta dello scalpellino e dalle lacune lasciate sulla pietra. Il contenuto sarebbe quasi in opposizione a quello della facciata poichè questa secondaiscrizione ci informa che la chiesa, sotto il titolo [della Vergine] dei Dolori ebbe inizio e fu riparata in un anno imprecisato.

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La Chiesa Madre

La chiesa parrocchiale di Vitigliano dedicata all’Arcangelo Michele è situata in uno dei punti più alti del paese e fu eretta nel 1725. E' orientata a ponente ed è lunga mt. 24 e larga mt. 7,5. Sulla facciata, sotto la statua di San Michele Arcangelo, forse come memoria dell'ultimazione dei lavori, è inciso: “Il 2 Aprile 1725 il Vescovo di Castro, Giovanni Costantini, pose la prima pietra con solenne partecipazione di sacerdoti e concorso di popolo essendo arciprete don Donato Maria Panico”.

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La Chiesa dell'Addolorata

La chiesa della Confraternita dell’Addolorata sorge nel largo omonimo, in prossimità del Calvario, alla periferia orientale dell'abitato. Non sappiamo molto a riguardo della denominazione e dell'articolazione architettonica originarie: le immagini dei Santi Pietro e Paolo, dipinti dentro le due edicole del portale di accesso e la notizia di antichi pellegrinaggi compiuti presso

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La Confraternita dell'Addolorata

Nell'Archivio Storico Diocesano di Otranto, oltre alla normale giacenza degli Atti Visitali dei Vescovi, sono conservati documenti riguardanti le singole Parrocchie della Diocesi, raggruppati nella serie archivistica denominata "Luoghi della Diocesi" o "Fondo Parrocchie". Nella serie di Vitigliano abbiamo scoperto un "notiziario" reso dall'Arciprete Don Stefano Panico al Vescovo di Castro Mons. Agostino Gorgoni. Il documento è datato a Vitigliano il 2 aprile 1777, ossia un anno dopo la costruzione della chiesa. Oltre alle due Confraternite già esistenti alla fine del sec. XVII si descrive a chiare lettere la cappella della Vergine Addolorata, nella quale in passato si faceva adunanza di Fratelli ma "al presente vi sta la pura Chiesa, amministrata da Fedele Rizzo". La Congregazione dell'Addolorata quindi era presente prima ancora della nascita dell'edificio ma in veste non ufficiale. Essa avrà riconoscimento ed approvazione reale solo il 28 giugno 1787 dal Sovrano borbonico Ferdinando IV. I Fratelli dell'Addolorata, dopo la costruzione della loro chiesa confraternale, si prodigarono per vedersi riconosciuto il loro desiderio di

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Il Palazzo Ciullo

Il Palazzo Ciullo, ubicato nel centro storico del paese, è una interessante costruzione risalente la seconda metà del Seicento. 
E' una casa gentilizia con cappella della stessa epoca, ambedue appartenenti alla famiglia Ciullo. La cappella è dedicata alla Madonna Immacolata della quale troviamo, all'interno, una statua realizzata in legno. Il palazzo si compone di un piano terra e di un piano superiore con una splendida balconata in pietra leccese di pregevole fattura che arricchisce il prospetto. Il piano terra, dagli anni della sua costruzione e fino ai primi decenni del nostro secolo, è stato adibito a magazzino e stalla per i cavalli; oggi presenta un cortile interno che dà l'accesso agli altri locali del palazzo.
Il piano superiore, dalla data di costruzione e fino ai primi del Novecento, è stato adibito ad abitazione privata dei proprietari; oggi, invece, essi abitano in un'altra ala costruita successivamente.
Il palazzo a una struttura solida e massiccia con muri esterni di notevole spessore; le stanze hanno volte a botte e a stella e, sul soffitto, in alcune di esse è dipinto lo stemma della famiglia Ciullo che rappresenta un chiurlo su sfondo azzurro con in alto una stella. Tale stemma è presente anche all'esterno, sopra la balconata.