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La Storia

Le origini antichissime ma incerte di Vitigliano sono riconducibili al periodo preistorico e ne sono testimonianza duecostruzioni monumentali: il Menhir e il Cisternale. Questi due importanti monumenti megalitici si trovano, oggi, inglobati nell'abitato del paese e testimoniano che il territorio di Vitigliano fu abitato fin dai tempi antichissimi e che in questo luogo fiorì una civiltà importante per le popolazioni dell'estremo lembo della Penisola italiana. I Menhiril cisternale risalirebbero all'età del bronzo e quasi certamente nei loro pressi si celebravano riti religiosi o magici, oppure venivano usati come tomba. Il Cisternale, arcaico monumento unico nel suo genere, potrebbe invece essere stato legato alle usanze del culto divino nel periodo della civiltà messapica, della quale ritroviamo testimonianze nella vicina Vaste. Vaste è sicuramente cittadina di origine messapica e tale potrebbe anche essere Vitigliano. Tale ipotesi la avanziamo basandoci non su ipotesi degli studiosi salentini che abbiamo consultato, ma sulla presenza di questo "misterioso" Cisternale così vicino a Vaste dove recenti scavi hanno riportato alla luce tombe, abitazioni e mura costruite dai Messapi. Nessuna notizia abbiamo trovato sulla storia del paese in periodo romano se non quella relativa alla sua fondazione da parte di Vitellio, centurione romano. Un'altra ipotesi giunta a noi attraverso una tradizione orale, testimonia che il nome Vitigliano deriverebbe da un vitello fuggito dalla mandria e arrivato nel territoriodell'attuale paese insieme a due pastori che lo inseguivano per catturarlo. Considerando la simbologia dello stemma araldico del paese, dove è rappresentato un vitello con accanto un albero di ulivo e in alto una stella, si suppone che quanto testimoniato dalla tradizione popolare corrisponda a verità. Altrettanto scarse sono le informazioni relative agli inizi del periodo medievale. I primi documenti scritti, utili per ricostruire la storia del paese, risalgono al 1447.Risulta che Vitigliano sia appartenuto alla Contea di Castro proprio dal 1447 al 1794. Nel 1447 a Vitigliano esistevano solo 8 fuochi, circa un secolo dopo invece 42 e 62 nel 1732. Sulla base di questi dati è possibile ipotizzare che da piccolissimo villaggio sia via via cresciuto, accogliendo nuovi abitanti sino a svilupparsi soprattutto verso la fine del seicento e durante tutto il settecento. Ciò è testimoniato dalle chiese e dal Palazzo Ciullo, databili tra la seconda metà del seicento e la prima del settecento. Ciò permette di dedurre che Vitigliano abbia vissuto la sua storia a partire dal periodo romano, attraverso il periodo feudale e via via nei secoli successivi come altri centri della Contea di Castro, che ebbe come ultimo feudatario il barone Giovanni Battista Rossi, il quale succedette allo zioGennaro Rossi nel 1804. Nel 1806 a Lecce e in terra d'Otranto vi è la soppressione dei diritti feudali ed inizia il decennio della dominazione francese. Vitigliano vive tale periodo della sua storia sotto l'egemonia dei Francesi come tutta la Terra d'Otranto. Dal 1815 e fino all'Unità d'Italia questa terra e tutto il meridione passa sotto la dominazione borbonica. Vitigliano rimane comune autonomo fino al 1829, quando un Regio Decreto stabilì nuovi comuni nella zona. Per effetto di quel Regio Decreto, a partire dal primo gennaio 1830. Vitigliano viene assegnato come frazione ad Ortelle e vi apparterrà fino al 1921, data in cui diverrà frazione di Santa Cesarea Terme, anche se a causa di alcuni problemi burocratici tra i due comuni, Vitigliano inizierà pienamente la sua attività come frazione di Santa Cesarea Terme solo nel 1924.